venerdì 20 marzo 2009

SINISTRA E LIBERTA'






Nasce "Sinistra e libertà", che competerà nelle elezioni europee assieme alle altre forze della sinistra. Lavoreremo affinchè l'obiettivo sia quello di unire le forze della sinistra, purtroppo oggi vittime di una frammentazione, di una parcellizzazione ininfluente nel dibattito e nel panorama politico italiano ed europeo. In un contesto sociale e politico egemonizzato dalla retriva destra italiana, intrisa della logica provinciale xenofoba e regionalista della Lega, serve più che mai una forza di sinistra unita, plurale, e progressista che difenda con tutte le sue forze le conquiste del welfare state ed in particolare:

- Costituzione vero baluardo e custodia della democrazia.
- Lavoro inteso come tutela e valorizzazione del diritto inalienabile ad una esistenza libera e dignitosa di tutti gli uomini e le donne che con il loro impegno quotidiano contribuiscono alla creazione della ricchezza nazionale, la distribuzione della quale oggi è sempre più concentrata nella mani di pochi. Gli stessi pochi, manager ultramilionari e pseudoimprenditori, che al grido di “privatizzare gli utili, socializzare le perdite” (vedi casi Alitalia e Istituti di Credito) chiedono oggi ai noi lavoratori di ogni età e fascia sociale, di pagare un conto salatissimo per un lauto pasto che non abbiamo mai consumato, spingendo per un ritorno al passato sia in termini retributivi che di diritti.
- Ambiente, sempre più vittima delle scellerate politiche industriali del Governo, di stampo ottocentesco, controcorrente rispetto a precise scelte politiche e amministrative sia Europee (si pensi alla querelle UE- Governo sulla presunta insostenibilità di una riconversione industriale in grado di rispettare il protocollo di Kyoto) che Americane (si pensi al mega-piano Obama di finanziamento della “rivoluzione verde” che si tradurrà in una massiccia riallocazione di risorse dai vecchi settori industriali basati sul ciclo del petrolio a sistemi di produzione nuovi fondati sulle energie rinnovabili ).
- Energia Per una nuova politica energetica, in grado di rompere il costosissimo monopolio petrolifero dell’Eni e di far compiere al nostro Paese quel balzo in avanti necessario per approdare ad un Futuro in cui l’autosufficienza energetica divenga una realtà attraverso le innovazioni della bioedlizia ed alla diffusione dell’eolico e del solare domestici.
-Università, Ricerca e Innovazione: I tagli indiscriminati del Governo alle Università rappresentano una ghigliottina sul Futuro della Nazione. Senza ricerca, non c’è nessuno sviluppo possibile per una economia capitalistica ormai matura come la nostra.
-Laicità, intesa come coesistenza pacifica di tutte le culture, la “convivialità delle differenze”. Laicità intesa come " Stato di Diritto" fondato sulla Costituzione della Repubblica Italiana: una capolavoro della scienza giuridica e politica pagato ad un prezzo davvero troppo caro, per essere svenduto agli appetiti mediatici di leader senza scrupoli.
-Questione meridionale : pensiamo alla difesa del diritto al Futuro di un Sud Italia oggi più che mai soffocato nelle sue legittime aspirazioni di autodeterminazione e sviluppo dalla rapina che il Governo targato Lega sta perpetrando attraverso la riallocazione dell’80% dei fondi FAS (Fondi Aree Sottoutilizzate), stanziati dall’Europa per investimenti in formazione e ricerca nelle aree sottosviluppate, a favore di non meglio precisate infrastrutture, tutte comunque cantierizzate nelle regioni del Nord.
- Integrazione, accoglienza, sicurezza questi tre aspetti sono interconnessi tra di loro e vanno perseguiti, per un pensiero interculturale, relazionale e dialogico. L’atteggiamento di chiusura cieca e sorda imposto dalla Lega Nord può essere forse funzionale alle esigenze delle città-bomboniera padane, non certo ai Lampedusani, né tantomeno è di aiuto alla nostra principale industria, quell’agricoltura il cui bisogno disperato di manodopera rischia di mandare all’aria migliaia di ettari di coltivazioni, di quelle piccole aziende agricole che costituiscono l’ossatura della nostra economia, per non parlare della naturale vocazione mediterranea delle nostre economie.
- Pace, senza se e senza ma, no alla guerra come strumento di prevenzione di ipotetiche minacce e di attuazione del più biego post-colonialismo, ammantato da mirabolanti vesti propagandistiche, che fondano le ragioni, quando ci sono, del bombardamento di milioni di innocenti cittadini
- Economia e sviluppo: Basta con la finta economia di mercato dei monopoli privati nei settori strategici come quello dell’energia e dei trasporti, attraverso la legittimazione governativa di gigantesche speculazioni (energia, gas, autostrade, trasporti aerei e ferroviari, acquedotti) ai danni dei cittadini contribuenti. Si alle liberizzazioni, ma solo quando queste siano davvero funzionali per eliminare situazioni di monopolio e, che si rifletta nel miglioramento dei servizi offerti e nell’abbassamento delle tariffe del settore pubblic utility che sono le più alte in Europa.

Una sinistra per Orta Nova che costruisca una città sede del dialogo, fortezza della giustizia sociale, patria dei giovani e del loro diritto ad un Futuro privo della dolorosa e ed ingiusta necessità di emigrare.
Ci appelliamo a tutti i ragazzi e le ragazze, gli uomini e le donne, che hanno a cuore l’esistenza della Sinistra e della la sua insostituibile forza emancipativa e progressita, ovvero a tutti i giovani che vogliono predicare il cambiamento nel nostro paese.

VI aspettiamo presso la sede del nostro circolo “E. Berlinguer”, in via E. De Maio n° 16

sabato 14 marzo 2009

IL GRANDE BAZAR DEI RIFIUTI E IL CORAGGIO DI CAMBIARE

















Stessa strada principale (SP 87 Ascoli Satriano – Orta Nova), ma questa volta si gira, dobbiamo immetterci in una stradina, quasi a voler simboleggiare che le grandi ingiustizie sono velate, nascoste, ingabbiate dai tentacoli del cattivo potere. Allora giriamo, seguiamo l’istinto pro natura, arriviamo a vedere qualcosa che molti hanno già visto, probabilmente sanno, ma bisogna continuare a raccontarli e soprattutto a denunciarli simili obbrobri. Questa volta lungo la prima svolta a destra della strada sopracitata, constatiamo la presenza di una vera e propria discarica a cielo aperto, nella quale possiamo trovare di tutto, come un grande bazar dei rifiuti. C’è di tutto, vi sono variegate tipologie di rifiuti, quasi fossimo in un grande parco di rifiuti, nel quale ognuno può ammirare la straordinaria varietà ed eterogeneità di ” monnezza”. Chissà se qualcuno vorrà farci un “grande parco dei rifiuti”, dove mandare tra un po’ di anni in “gita culturale” le varie scolaresche. Perdonatemi l’ironia, ma la passione per la propria terra ha giocato un brutto scherzo. La situazione è abbastanza drammatica, perché si tratta di una zona di bonifica, nella quale scorrono le acque che confluiscono nel fiume carapelle, per poi sfociare nel mare adriatico.
Ma c’è un ulteriore aspetto inquietante e credo pericoloso, lungi da me fare dell’allarmismo confusionario, ma abbiamo scattato delle foto che ritraggono “eternit”, un materiale costituito da un impasto di cemento a fibre di amianto e usato per lastre di copertura, tubature. L’amianto, seppur esistono diverse fasi di lavorazione, è altamente cancerogeno, ed è espressamente vietato dalle normative nazionale ed europee. E’ assolutamente impensabile che dei cittadini debbano subire conseguenze altamente pericolose per la propria salute a causa di persone spregiudicate e asservite alla logica speculativa della sola ricerca del profitto. Già, perché smaltire legalmente l’amianto costa tanto, allora si preferisce farlo illegalmente. Nel “rapporto ecomafie 2008” redatto da Legambiente si dice che in Puglia nel 2007 vi sono state circa 391 infrazioni accertate per quanto concerne il ciclo illegale dei rifiuti, accompagnate da 437 denuncie, 43 arresti e 265 sequestri. Non penso che in questo caso possiamo parlare di ecomafia, tuttavia si tratta di un “cancro” da debellare, da estirpare attraverso l’impegno di tanti cittadini, attraverso l’emerge corale della “coscienza civile”, del “senso civico” di un paese, che deve ri-scoprire la sua vocazione al “cambiamento”. Un paese che ha bisogno di forze giovanili, che prendano a cuore le sorti del paese, di giovani che costruiscano senso e praticano il cambiamento, di giovani che si sentano responsabili delle sorti future del proprio paese.
“La pienezza dell’io non si da senza il rispetto del non io”, così scrisse Jankelevitch in una delle sue opere, ossia noi siamo pienamente noi se rispettiamo l’altro da noi, i nostri simili e tutto il Creato, l’Ambiente che ci circonda. Mi rivolgo a tutti coloro che hanno a cuore la propria terra, non possiamo accettare passivamente, con negligenza queste “violenze”, dobbiamo lavorare, cercare di promuovere un movimento di pensiero, trasversale, che faccia cultura della salvaguardia della propria terra. Infatti il termine cultura, che nel corso della storia è rimasto proprietà degli intellettuali, visione elitaria della stessa, etimologicamente rimanda al termine “cultura” coltivazione, cultura agri, cultura della terra. Noi che siamo un paese a vocazione agricola, cresciuto grazie ai prodotti della terra, dobbiamo recuperare questa nostra “cultura della terra”. Recuperare ciò, per lanciare nuove sfide. Le nuove sfide devono essere lanciate sicuramente dai giovani di questa terra, che devono piantare e innaffiare i loro sogni, le loro speranze nel loro territorio, per questo mi ritorna in mente, l’entusiasmante esperienza del “comitato salviamo la nostra terra”. In quei momenti ho visto giovani carichi di voglia di fare, voglia di lavorare, muoversi, mettersi in cammino per la custodia del loro territorio; giovani che incuranti dei pericoli delle insulse minacce hanno creato un senso comune di appartenenza, uno spirito di comunità che è andato oltre ogni ostacolo del tempo, dei luoghi, delle contraddizioni. Sappiamo com’è andata a finire, il comitato denigrato, offeso, ritenuto corrotto, ma credo anche che oggi odi, rancori, non servono a niente, l’odio ci ha talmente oscurato la testa, ci ha talmente annebbiato la mente che non riusciamo più a predicare il cambiamento. Naturalmente come “movimento per la sinistra” denunceremo tutto, scriveremo alla guardia di finanza, alla procura della repubblica e inviteremo le istituzione a far fronte e porre rimedio a questo autentico scempio del XXI secolo.
Ah!!!Quasi dimenticavo!!! Visto che siamo in tema, dal 20 ottobre, data del convegno “ Rifiuti come e perché differenziarli: proposte politiche per la collettività” aspettiamo risposte dall’assessore all’ambiente del comune di Orta Nova, Maurizio Petrocelli; sono passati quasi cinque mesi, dovremo aspettare altri cinque? La sola salvezza dalla problematica rifiuti è la raccolta differenziata porta a porta accompagnata da uno stile di vita personale molto più sobrio e solidale.
Per concludere mi rivolgo proprio ai giovani, a quelli che hanno partecipato e lavorato nel comitato e anche a tanti altri giovani, che concretamente vogliono fare qualcosa: non disperiamoci, ma recuperiamo il Coraggio di agire, pur nella diversità di vedute, di idee e concezioni politiche, la ricerca del Bene comune può unirci, come diceva San Paolo agli uomini di ieri, ma vale anche oggi “non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente”.
“Il coraggio non consiste nel dichiarare irreale la difficoltà, ma nell’addossarsela, in tutta la sua vitalità, positività e tragicità, per meglio risolverla” (Jankelevitch). Come diceva don Tonino Bello “CORAGGIO, CORAGGIO, CORAGGIO”.

mercoledì 11 marzo 2009

SOLIDARIETA’ AI PENSIONATI INPDAP



Il movimento per la sinistra di Orta Nova - Carapelle esprime la sua solidarietà nei confronti dei pensionati INPDAP (istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) che nel mese di febbraio si sono visti ridurre al minimo la loro pensione. Si tratta, secondo l’istituto, del riconoscimento delle detrazioni fiscali per l’anno 2008, ossia l’INPDAP, quale sostituto d’imposta è tenuto a effettuare il “conguaglio fiscale” dei redditi da pensione corrisposti ogni anno. Tale prelievo di soldi dalle pensioni di tanti cittadini avviene, perché secondo lo stesso istituto, molti pensionati non hanno presentato la richiesta annuale per beneficiare delle detrazioni di imposta per carichi familiari, previsti per legge.
Così tanti pensionati, anche ad Orta Nova hanno visto la loro pensione ridursi vertiginosamente; pensiamo al pensionato che ci ha contattato, il quale da 1.400 € è arrivato a prendere intorno ai 400€. Così avviene in tutta Italia, scatta la protesta di molti pensionati, addirittura se ne parla nella trasmissione “Mi manda rai tre” venerdì 27 febbraio. L’inpdap risponde con una nota operativa n°8 nella quale scrive : “al fine di evitare che per tali pensionati il rimborso di quanto indebitamente trattenuto possa avvenire solo nel mese di agosto 2009, a seguito della presentazione del mod. 730/unico, le sedi sono tenute ad accettare eventuali richieste di detrazioni per familiari”. Pertanto si ammette l’errore, tuttavia si invitano i pensionati a recarsi presso gli uffici preposti per riparare al torto subito. Già perché oggi i nostri nonni, i nostri papà in pensione dovranno vivere per questo mese con circa 400€, e in più dovranno recarsi all’unico ufficio dell’INPDAP in capitanata, presente a Foggia. Lo stesso numero verde preposto al chiarimento di determinate questioni, risulta a detta di molti pensionati del tutto inefficiente. Siamo ben consci della lentezza della burocrazia italiana, ma invitiamo l’INPDAP a velocizzare le pratiche di restituzione dei soldi, e siamo anche consapevoli che portare questo tipo di problemi all’opinione pubblica sia necessario. Anche se vi sono stati errori da parte del pensionato, l’ente deve poter recuperare l’importo, ma con una dilazione graduale e minima, garantendo una situazione e una condizione di vita dignitosa. Mentre, purtroppo, oggi questo non è avvenuto, tante persone pensionate si troveranno ad affrontare questo mese con pochi euro, proprio in un contesto economico-sociale dilaniato dalla crisi e dalla fragilità economico-finanziaria. Ci auguriamo che tutto venga ripristinato nel più breve tempo possibile, magari facendo intervenire anche i sindacati, in modo tale che fungano da mediatori soprattutto per tutti quei pensionati che hanno raggiunto un’età avanzata e non possono recarsi all’unica sede presente a Foggia, che tra l’altro riceve solamente il lunedì, mercoledì e il venerdì dalle 9:30 alle 12:30.

venerdì 6 marzo 2009

XIV edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime"



La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l'illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà. Mancano meno di due mesi all'annuale appuntamento con la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La XIV edizione avrà come sede la Campania, con una prima manifestazione il 19 marzo a Casal di Principe, in occasione del quindicesimo anniversario della morte di don Peppe Diana e una seconda manifestazione il 21 marzo a Napoli, con l'arrivo dei partecipanti da tutte le parti d'Italia. La segreteria organizzativa è già pronta ad accogliere le adesioni e ad aiutarvi circa la pianificazione del viaggio.
Da oggi è possibile scaricare:

- la scheda di adesione alla Giornata;

- il regolamento per la richiesta dei contributi;

- le sagome per "Gli sguardi di memoria";

- le linee guida del progetto "Gli sguardi di memoria"

- progetto "Ricordiamoli con uno spot"

- il banner per i vostri siti

- il manifesto del 21 marzo

Come sempre, siamo a vostra disposizione per ogni chiarimento.Segr. organizzativacampania.21marzo@libera.it0817968801 - 0817968732 - 0817968734

Fax: 0817968506.

Il movimento per la sinistra di Orta Nova - Carapelle aderisce!!!!

venerdì 27 febbraio 2009

COSTRUIAMO LA SINISTRA



Domani sabato 28 febbraio alle ore 18:30 presso il circolo del movimento della sinistra ad Orta Nova (via E.De Maio n°16) ci sarà un incontro tra le forze politiche della sinistra dei 5 reali siti per porre le basi di un coordinamento politico della sinistra nei 5 reali siti. Chiunque abbia a cuore le sorti della sinistra, la sua esistenza nel panorama locale e nazionale è invitato a partecipare.

sabato 21 febbraio 2009

IL MOSCARELLISMO E L'ANTIMOSCARELLISMO SONO FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA



Sembra strano che due aspetti della politica ortese, così antinomici, così contrapposti tra di loro, sono in realtà espressioni di un'unica volontà di potenza e dominio del paese. Mi spiego meglio.
Per moscarellismo s’intende una concezione chiusa, oligarchica, gerarchica del fare politica, che costruisce il consenso o meglio la dipendenza nella società, attraverso il “controllo culturale” di associazioni e altri organismi societari. Trattasi di una versione privatistica e assolutista della politica, che si mantiene per la subalternità di molte persone, soprattutto per la subordinazione di giovani al suo operato. Ma soprattutto siamo di fronte ad una “politica monarchica”che collega, assimila la cronaca locale al propagandismo. Un idea dell’amministrare e dell’agire politico riservato a pochi, in cui l’idea del dialogo sociale, della democrazia partecipativa, della concertazione rappresentano miraggi e luoghi paradisiaci da conquistare. Ma soprattutto c’è una questione, che mi tocca anche emotivamente, da analizzare e studiare a fondo: la “questione giovanile”. Penso ai giovani consiglieri di maggioranza privi di una loro precisa idea politica, ma vestiti di una identità politica, non di certo loro, sembrano ( ci tengo a precisare non tutti, ma una buona parte di loro) tanti “serbatoi vuoti” da riempire. Fuori dalla politica istituzionale, abbiamo un mondo giovanile lontano dalle problematiche reali del paese, giovani che identificano la politica con la corruzione, questo anche grazie allo spettacolo indecoroso offerto da alcuni politici, e che ricercano la fuga da sé, dalla società, dal contesto civile. Pensiamo al “sabato sera”, pensiamo all’uso e abuso della droga tra i miei coetanei, pensiamo all’uso e abuso di alcool, questi sono e rappresentano le vie torbide, asfissianti del “non senso”della vita, le vie contorte e sature di “nichilismo giovanile”. Una politica, una classe politica che non si assume sulle proprie spalle il miglioramento delle condizioni di vita dei giovani, non è degna di questo nome. Eppure ad Orta Nova ci sono giovani che vogliono realmente cambiare le cose, vogliono costruire una città patria del dialogo, della convivenza civile, della ricerca collettiva del “bene comune”. Bisogna dare risposte concrete a questi giovani e non bisogna arrendersi sino a quando tutto ciò non diventi realtà, non diventi storia da raccontare alle future generazioni di questo paese.
Torniamo al moscarellismo, esso in quanto fenomeno politico, è un qualcosa di chiuso e per nulla permeabile alle istanze innovative delle nuove generazioni, distante dalla capacità di inquadrare e prospettare nuove politiche finalizzate alla crescita sociale, economica e culturale del paese. Guardate non lo dico per spirito avverso, per pura logica di contrapposizione politica, no, non m’interessa togliere voti, o battere qualcuno, m’interessa, invece, costruire l’idea, la volontà, la prassi del cambiamento per questa nostra città.
Il “cambiamento”, con tutta onestà e sincerità, non passa per l’antimoscarellismo presente nella nostra società. Trattasi di un’idea di protestare, di criticare, di invettive basate sull’odio sociale, basate sul giustizialismo di piazza, basate su una concezione della politica “contra personam”, basate sulla coltivazione di sentimenti di rivalsa e di vendetta. Ovvero questo pseudo-movimento, purtroppo avallato da alcuni partiti, non vuole sostituire alla logica clientelare, propagandistica, faziosa e ristretta, l’idea alternativa di una città modello di dialogo, giustizia, equità, una città cooperativa e partecipata, baciata dalla democrazia, abbracciata dal coinvolgimento di tutti i cittadini, custodita e rispettata dai suoi giovani, accogliente, solidale, innovativa, sorgente di una nuove forme della pratica e dell’agire politico. Mentre oggi siamo di fronte ad un idea malsana di costruire l’alternativa, siamo di fronte ad una pratica sociale accecata dall’odio, un odio che non permette di elaborare e costruire un “sano cambiamento”. Lo diceva bene Jankelevitch :” comprendere è smascherare, la conoscenza smorza l’impeto dei sentimenti, degli odi e degli entusiasmi rivelandocene l’inconsistenza di fondo”. L’odio sembra accecarci, sembra spingerci verso rivendicazioni volontaristiche e soggettivistiche, non abbiamo ancora la capacità di coordinarci, di analizzare, studiare la realtà sociale del paese e promuovere nuove strade, nuovi percorsi.
Oggi più che mai emerge l’esigenza, la necessità concreta di un cambiamento, di un’alternativa, ma essa deve essere costruita non su rivalse, spiriti di contesa, spoliticizzazioni qualunquiste, lotte fratricide. Sembra che chi non ha ricevuto favori dall’attuale sindaco, si stia coalizzando per dar vita ad un altro favoritismo, che naturalmente sia prospero per i propri adepti. Insomma per dirla in parole povere, si vuole solamente sostituire questa classe dirigente con un’altra, è una lotta per il potere, dove la concezione del potere è uguale in entrambi gli schieramenti: potere fine a sé stesso, per sistemare i propri, per gestire soldi e appalti. Tancredi uno dei personaggi del Gattopardo esprimeva con una frase lapidaria e diretta, il senso di tutto ciò: “Che tutto cambi affinché nulla cambi”, ossia possono cambiare i volti, i corpi, ma non cambia il cuore e l’anima della politica, quale strumento di emancipazione dalla povertà materiale, dalla povertà culturale, dalla dipendenza verso uomini di potere.
Bisogna amare la Politica, quale strumento per la ricerca del “bene comune”, quale strumento per e della collettività, quale strumento per la realizzazione di una città in cui prevalga lo spirito comunitario, lo spirito che ci unisce e solidifica come comunità.
Non possiamo degenerare in questo “abisso sociale”, nel tunnel della volontà di potenza, nelle tetre stanze del dominio, nell’assurda divisione politica amico/nemico.
Noi ci rifiutiamo, noi non pensiamo di fare politica contro qualcuno, ma vorremmo “fare politica” per qualcosa; per questo crediamo sia opportuno ripensare i modi di fare politica e i modi d’intervento della politica nella società.
Bisogna riproporre con coraggio l’idea di costruire aggregazioni, senso di comunità intorno ad un progetto, intorno ad un’idea condivisa di sviluppo, giustizia e solidarietà.

lunedì 9 febbraio 2009

LETTERA APERTA AD ELUANA





Ciao Eluana, tra mille schiamazzi relativi alla tua situazione, al tuo stato di vita o non vita, tra mille confusioni e conflitti, io voglio scriverti.
Voglio scriverti non per aggiungermi alle tante voci che in questo periodo hanno incorniciato, a volte deturpato, il dibattito in questione, ma semplicemente per chiederti scusa e per spingere tanti ad assumere l'atteggiamento del Gesù silente che di fronte a Pilato e "fino alla fine" invita al dialogo e al ripensamento, che tace, aspettando "fino alla fine".
Voglio chiederti scusa, spero a nome di tante altre persone, per tutti coloro che hanno voluto strumentalizzare e mercificare le tue condizioni; voglio chiederti scusa per chi dal 2004 ha ricevuto lettere e appelli da tuo padre, il quale non ha avuto nessuna risposta, mentre oggi in un solo giorno fa un disegno di legge, ledendo l'autonomia dei poteri sulla quale si basa la nostra repubblica democratica e Costituzionale. Rispetto e stimo Napolitano, perchè svolge il suo ruolo di capo di uno stato laico, dove devono coesistere tutte le culture.
Voglio chiderti scusa, da cattolico, per tutti quei cattolici che hanno offeso tuo padre, chiamandolo boia o assassino, credo che non possono definirsi tali, perchè io rispetto la scelta di tuo padre, pur non condividendola, in quanto tuo padre soffre con dignità, e vuole rispettare un tuo pensiero in merito.
Voglio chiederti scusa, per chi in questi giorni ha abusato delle tue condizioni, per chi ha detto che puoi avere un figlio, per chi parla senza viverle (come le vive tuo padre)determinate situazioni, senza alcun rispetto.
Cara Eluana, ho molti dubbi, la tua volontà risale, secondo quanto detto da tuo padre, a molti anni fa, quando un tuo amico finì nelle stesse condizioni, nelle quali sei tu adesso, e dicesti che non volevi essere mantenuta in vita, ma la volontà di una persona può solamente essere risolta con una dichiarazione anticipata? Non lo so. Ancora, il trattamento per il mantenimento in vita, ossia la nutrizione, l'idratazione e la ventilazione assistita sono cure ordinarie o interventi straordinari, la tua è vita o una vita non pienamente umana? Richieggiano le parole scritte da Paolo VI al cardinal Villot, allora responsabile dei medici cattolici: "Pur escludendosi l'eutanasia, ciò non significa obbligare il medico ad utilizzare tutte le tecniche della sopravvivenza.....Il dovere del medico consiste piuttosto nell'adoperarsi a calmare le sofferenze, invece di prolungarle il più a lungo possibile, con qualunque mezzo e a qualunque condizione, una vita che non è più pienamente umana". Proprio in un avanzato stadio della malattia il desiderio di morire rappresenta spesso una comunicazione velata, può rappresentare ,anche, un appello disperato a non essere lasciati soli nel difficile momento della morte. Ed è vero che la realtà delle cure palliative ha mostrato che la vera richiesta della popolazione è quella di non soffrire inutilmente e di essere accompagnati in modo attento e Umano alla morte, mentre non è affatto quello di anticipare la morte.
Non so cosa dire, Eluana, so solo che la vita mi è stata donata e devo custodirla sempre con dignità e fierezza, come mi hanno insegnato mia madre e i miei zii, che hanno costantemente Curato mia nonna malata di Alzheimer sino all'ultimo respiro, ma credo anche che devo rispettare il dolore e come vive il dolore e la sofferenza chi non la pensa come me, senza etichettarlo come "cultore della morte". Io vorrei mantenerti in Vita, o meglio non vorrei chiudere le porte alla Speranza, o forse la Speranza sta già aspettandoti a braccia aperte.....ecco di questo sono sicuro Eluana, come la straordinaria suora di Lecco, che ti ha salutata dicendoti "Sono certa che ci rivedremo", si come diceva don Tonino Bello "da mezzogiorno alle tre è buio....poi risplenderà la Gloria", il sepolcro della sofferenza si toglierà e li si manifesteranno "luoghi deliziosi.
Un giorno ci rincontreremo............